I dati forniti dall’Ufficio Studi di Confindustria Moda confermano una situazione di crisi per le 40mila aziende del comparto tessile-abbigliamento italiano che sono riunite nell’associazione. Di cui otto su 10 si aspettano di chiudere il primo semestre con ricavi stabili o in calo rispetto all’anno scorso. “Ci sono quattro fattori che influenzano negativamente il nostro comparto: i dazi, sebbene l’effetto sia ancora indiretto; l’incertezza che frena gli investimenti; il costo dell’energia che pesa soprattutto sul tessile; la dimensionalità delle nostre imprese che sono piccole. Stiamo lavorando a stretto contatto con il governo, ma è fondamentale, ora più che mai, che le istituzioni accompagnino questi sforzi con politiche industriali mirate e tempestive”, dice Luca Sburlati, presidente di Confindustria Moda, a Il Sole 24 Ore. Secondo Sburlati, ceo del Gruppo Pattern che si occupa di prototipia e produzione per i brand del lusso, “il made in Italy è sotto attacco, un attacco strutturale. Dobbiamo frenare gli episodi di illegalità e la cattiva comunicazione: ci sono state campagne di video su TikTok che lasciavano credere che prodotti fatti in Italia fossero fatti in Cina. Ribaltiamo la situazione”.
Nel settore ortofrutticolo si registra un calo dell’11,2% rispetto alla scorsa settimana per i prezzi…
"Continuo a ritenere che sul piano geopolitico l'Europa non abbia molto da guadagnare da una…
"Come gli altri paesi europei, aiutiamo le nazioni del Golfo a difendersi dagli attacchi iraniani,…
“La missione del Presidente del Consiglio nel Golfo rappresenta un momento di rilievo per le…
"La scelta della Presidente del Consiglio Meloni di visitare nelle prossime ore i leader dei…
Alla vigilia di Pasqua, dopo il consiglio dei ministri che vara il nuovo Dl Carburanti…