“Siamo riusciti a trovare una soluzione ragionevole che rispetta i principi della legge e della Costituzione e le specificità dei territori. Dietro questa proposta c’è stato un grande lavoro di sintesi ed equilibrio”. Così il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, sottolineando come l’accordo per le modalità di attuazione dei nuovi criteri abbia raccolto l’unanimità degli enti territoriali. Nell’intervista a il Sole 24 Ore spiega: “Stiamo lavorando per portare questo decreto al primo Consiglio dei ministri utile. La precedente classificazione faceva riferimento ad una legge del 1952 e tra i parametri presi in considerazione c’erano persino i bombardamenti subiti durante il conflitto mondiale. Lo sottolineo per dare un’idea di quanto fosse ormai obsoleta e lontana dalla realtà attuale. Si poteva, e doveva, intervenire per aggiornare questo elenco, che comprendeva ad esempio evidenti storture come Roma e Bologna, con altimetria media rispettivamente di 67 metri per Roma e 82 metri per Bologna”.
Calderoli poi aggiunge: “Le questioni socio-economiche verranno prese in considerazione da un secondo decreto che stiamo già predisponendo e che approfondirà con ulteriore precisione chi, tra i Comuni riconosciuti come montani, ha diritto a ricevere i contributi previsti dalla legge. Nell’elenco ci sono terre che vivono difficoltà reali e terre che invece non hanno questo genere di problemi. Faccio un esempio concreto e quanto mai attuale: vivere a Cortina non è certo paragonabile a vivere in un piccolo Comune della Val di Scalve. Ci sono garanzie di servizi molto diverse e problemi legati allo spopolamento ben più evidenti. Siamo a lavoro per ridurre i divari e garantire il diritto ai servizi essenziali”.
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