“Dobbiamo metterci in testa una cosa. Entrare in casa e accendere la luce non è scontato. Per questo dobbiamo ragionare su come renderci autonomi e stabili: si tratta di un bene imprescindibile per la vita di tutti noi. Da questa condizione deriverà poi anche un prezzo più basso, che sarà uno degli effetti della scelta, non la causa”. Lo dice Stefano Corgnati, rettore del Politecnico di Torino, professore di Fisica Tecnica Ambientale e dottore di ricerca in Energetica, in un’intervista a Repubblica. “Con le tecnologie attuali, vista la mancanza di materie prime, per rendersi autonomi, il nucleare è uno degli elementi necessari del mix. Attenzione, però, le rinnovabili devono avere un ruolo centrale. Sono l’ossatura. Ma accanto a fonti come l’eolico o il solare, è necessaria una copertura per garantire continuità. Questa è la funzione del nucleare. Come le obbligazioni in un portafoglio di investimenti…”. E ancora: “I tempi tecnologici sono veloci. L’innovazione corre rispetto all’evoluzione normativa. E la transizione energetica ha bisogno di importanti investimenti infrastrutturali. Per questo il quadro delle regole va definito. Così si riuscirà a partire con il nuovo piano energetico e a poter sfruttare il nuovo mix. L’arco temporale è tra i cinque e i dieci anni”.
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