“Nel 2025 è proseguita la raccolta dei dati di concentrazione di attività di radon prodotti sul territorio italiano, tramite la sezione radon di Sinrad, lo strumento con il quale l’Isin assicura la registrazione, la disponibilità e la diffusione dei dati di radon a livello nazionale. Attualmente si registrano, nella sezione radon, 119.916 misurazioni di concentrazione media annuale di radon, di cui circa il 10% risulta superiore al livello di riferimento di 300 Bq/m3”. E’ quanto emerge dalla Relazione annuale al Governo e al Parlamento sulle attività svolte e sulla sicurezza nucleare sul territorio nazionale nel 2025 dall’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione. “Il radon è un gas naturale radioattivo che, attraverso il suolo, i materiali da costruzione e l’acqua riesce a fare ingresso negli edifici (radon indoor) raggiungendo, in taluni casi, concentrazioni che rappresentano un rischio non accettabile per la salute – prosegue l’analisi -. La presenza di radon nei luoghi chiusi (abitazioni, scuole, luoghi di lavoro) rappresenta una rilevante fonte di esposizione per la popolazione e per i lavoratori”.
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