Il nucleare “è complementare rispetto a tutto il resto che serve”. Così Stefano Monti, presidente dell’Associazione Italiana Nucleare. “Se si vuole una transizione energetica, mantenendo la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e la competititvità, bisogna avere un atteggiamento neutrale”, aggiunge. Nell’intervista a Libero poi spiega: “E’ caduta l’idea naif in cui bastara fare un poì di mulini a vento per assicurare la transizione. la questione è più complicata”. E ancora: “Slo con le rinnovabili non riusciamo a farcela. Abbiamo bisogno di un’energia che nel carico di base gradualmente sostituisca il gas”. Monti aggiunge che l’orizzonte del nuovo nucleare è “il 2035, anno più, anno meno” e che “l’Italia è in una posizione ben più avanzata” avendo “70 aziende che lavorano il nucleare nel mondo”.
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