La Commissione europea sosterrà l’iniziativa dell’industria per lanciare un partenariato europeo per i piccoli reattori modulari entro la fine del 2023, con l’obiettivo di rendere operativi i primi impianti all’inizio del prossimo decennio. “Osserviamo un crescente interesse per le tecnologie dei reattori nucleari nuovi e avanzati, in particolare i piccoli reattori modulari (SMR), sia a livello mondiale che nell’UE” e anche la Commissione ritiene che i piccoli reattori nucleari “siano tecnologie che possono contribuire in particolare alla decarbonizzazione di alcuni settori difficili da decarbonizzare, come il riscaldamento”. E’ quanto riferisce a GEA un portavoce dell’esecutivo comunitario, in merito ai piani della Commissione sul nucleare di nuova generazione. Bruxelles ha confermato nei mesi scorsi che metterà a disposizione dei governi degli orientamenti con standard comuni che possano aiutare nello sviluppo di una industria europea dei piccoli reattori modulari, ma per il momento non ci sono iniziative legislative in vista. Gli SMR sono reattori nucleari più piccoli, sia in termini di potenza che di dimensioni fisiche, rispetto ai tradizionali reattori nucleari su scala gigawatt. Questa tipologia di reattori utilizza reazioni di fissione nucleare per creare calore che può essere utilizzato direttamente o per generare elettricità.
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