I metalli preziosi hanno chiuso la settimana sotto forte pressione, con l’argento in netto calo e l’oro scivolato sui livelli più bassi delle ultime due settimane. A pesare sui mercati sono stati soprattutto il rafforzamento delle aspettative di tassi d’interesse elevati negli Stati Uniti e l’indebolimento della domanda fisica asiatica. L’oro spot al momento scende a 3.539 dollari/oncia (-2,45% giornaliero e -3,7% settimanale) mentre l’argento scivola a 76,3 dollari (-8,6%). Il clima è peggiorato dopo gli ultimi dati sull’inflazione americana, che hanno rafforzato l’idea di una Federal Reserve meno incline a tagliare i tassi nei prossimi mesi. Rendimenti obbligazionari più alti e un dollaro più forte tendono infatti a penalizzare asset come oro e argento, che non offrono rendimento. Sul fronte della domanda fisica, il mercato ha risentito anche del brusco rallentamento degli acquisti in India, uno dei principali consumatori mondiali di oro. L’aumento dei dazi all’importazione deciso questa settimana ha infatti ridotto l’interesse per i lingotti, frenando ulteriormente il mercato.
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