“Occorre uno sviluppo basato su investimenti, innovazione e produttività, in grado di sostenere salari più elevati e migliori prospettive di lavoro. Lo impongono le trasformazioni dell’economia mondiale. Lo rende necessario il vincolo demografico di un paese che invecchia rapidamente e in cui i giovani che entrano nel mercato del lavoro saranno sempre meno numerosi. Secondo le ultime proiezioni demografiche, entro il 2050 l’Italia perderà oltre 7 milioni di persone in età lavorativa”. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Messina secondo cui “anche ipotizzando un ulteriore aumento della partecipazione al mercato del lavoro, l’Istat stima una riduzione delle forze di lavoro di oltre 3 milioni. Come ho ricordato in passato, senza un’adeguata crescita della produttività lo squilibrio demografico si tradurrà inevitabilmente in una riduzione del PIL e del benessere complessivo. Il vincolo demografico è, dunque, cruciale. È una questione complessa, che va affrontata su più piani.
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