“La crescita dei redditi non potrà però poggiare in modo permanente sulla politica fiscale. I margini di bilancio sono limitati e gli interventi pubblici possono fornire solo un sostegno temporaneo in situazioni eccezionali. Aumenti duraturi dei salari richiedono che la produttività torni a crescere a ritmi sostenuti e che i suoi benefici siano adeguatamente ripartiti tra capitale e lavoro”. Lo afferma il governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta intervenendo all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Messina ricordando che “da noi la politica fiscale e la crescita dell’occupazione hanno compensato la perdita di potere d’acquisto delle famiglie”. “Dal 2021, gli sgravi fiscali – soprattutto a favore dei redditi medio-bassi – hanno aumentato le retribuzioni nette di 5 punti percentuali, riducendo la perdita in termini reali a 3 punti. In parallelo, è cresciuto il numero dei percettori di reddito da lavoro, in particolare tra i nuclei familiari più fragili; tenendo conto di questo effetto e dei trasferimenti pubblici, il reddito reale disponibile delle famiglie è tornato sui livelli precedenti lo shock inflazionistico, compensando l’erosione del potere d’acquisto e il drenaggio fiscale”.
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