Il prezzo del Brent è balzato del 6,5%, raggiungendo i 100,2 dollari al barile, il livello più alto dal 22 maggio, spinto dall’acuirsi delle tensioni geopolitiche e dai timori per l’offerta globale. Analogamente, il Wti è balzato del 5,5% a 91,6 dollari/barile. I ribelli Houthi, sostenuti dall’Iran, hanno rivendicato gli attacchi contro due petroliere saudite nel Mar Rosso, dichiarando di voler rafforzare il blocco dei porti sauditi. L’escalation ha aumentato il rischio di interruzioni nei traffici marittimi, costringendo gli acquirenti asiatici a valutare rotte più lunghe e costose. A pesare sul mercato anche gli attacchi nello Stretto di Hormuz, i raid statunitensi contro l’Iran e lo stop alle esportazioni kazake tramite il terminale del Caspian Pipeline Consortium (Ccc), alimentando le aspettative di prezzi del petrolio destinati a rimanere elevati.
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