In considerazione di quanto accaduto nella prima parte del 2026, e con segnali sempre più concreti di una possibile “normalizzazione” in Medio Oriente, si rafforza la possibilità di una crescita nell’anno in corso prossima all’1%, anche nell’ipotesi di una seconda parte dell’anno meno dinamica. I consumi, calcolati nella metrica dell’Icc, si confermano a maggio in territorio positivo, consolidando la fase di recupero iniziata alla fine del 2025, con una variazione nel confronto annuo dell’1,2%. Anche nell’ultimo mese la tendenza al miglioramento dei volumi acquistati dalle famiglie è sostanzialmente diffusa, con marcati spunti di recupero per l’automotive. Anche la domanda per i servizi, soprattutto quelli legati alla fruizione del tempo libero, si mantiene in costante crescita, anche per la perdurante spinta del turismo. In questo contesto l’incognita principale è rappresentata dall’andamento dell’inflazione. Sulla base delle nostre stime, per il mese di giugno è attesa una variazione dei prezzi al consumo dello 0,3% su maggio, comportando un’ulteriore moderata accelerazione su base annua (3,3%). Al momento, le tensioni inflazionistiche si concentrano nei settori in cui i prezzi riflettono in maniera diretta le dinamiche delle materie prime energetiche. Tra gli elementi positivi si rileva come, dopo la stasi di maggio, per gli alimentari è attesa una moderata diminuzione, in linea con l’esaurirsi delle tensioni sugli alimentari non lavorati.
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