“Senza digitale la transizione ambientale non si governa: si racconta. Misurare, prevedere, decidere dipendono da dati e infrastrutture. 5G, cloud e AI non sono tecnologia astratta ma sensori concreti sul territorio e modelli predittivi. È qui la differenza tra la sostenibilità dichiarata e quella vera. Non si tratta di una sfida riservata soltanto alle grandi imprese tech: per contrastare l’era dei cambiamenti climatici oggi più che mai tutte le aziende devono adottare processi digitali per l’efficientamento energetico, la tracciabilità, la riduzione degli sprechi, la sicurezza delle infrastrutture. Serve quindi un sano realismo industriale, ovvero: energia competitiva, sovranità e sicurezza del dato. In altre parole una collaborazione stabile tra pubblico e privato, regole chiare, investimenti continui”. Lo dice Pietro Labriola, delegato del Presidente di Confindustria per la Transizione Digitale, intervenendo alla presentazione dei risultati del Progetto SIM (Sistema Avanzato Integrato di Monitoraggio e Previsione).
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