“Il nostro futuro e le relazioni con i partner dipendono dalla nostra capacità di rispettare gli impegni del Pnrr”. Così Giancarlo Padoan, presidente di Unicredit, in una intervista a la Stampa. Che poi, parlando del Patto di Stabilità, aggiunge: “La pandemia ha generato il programma NextGenerationEu e quindi il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). È stato un grande passo in avanti. Adesso si torna indietro. Si sta discutendo su una riforma, quella del Patto, che si ispira proprio al NextGen. È chiaro che c’è qualcosa che non va”. E spiega, Padona, cosa non va. “Non va che si critichi l’approccio di Gentiloni solo perché è diverso dal modo tradizionale in cui siamo abituati a pensare. Per due motivi. Uno è che pone al centro della strategia la crescita sostenibile; l’altro è che offre ai governi molta più responsabilità positiva. Prima c’era molto più bastone che carota. Ora la carota sarebbe più ricca, il patto premierebbe chi se lo merita chiedendo ai Paesi di essere più responsabili”. Tornando al Pnrr, Padoan ritiene giusto riorientare i fondi sulle transizioni: “L’ambiente e la tecnologia. Ora l’energia è ancora più centrale e bisogna accelerare. Magari ricordando che tutto ha un costo elevato. La doppia transizione per funzionare necessita di importanti capitali pubblici e di ingenti investimenti privati. Il NextGenEu ha un ruolo strategico di grande rilevanza, in tal senso”.
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