Sadiq Khan, sindaco di Londra dal 9 maggio 2016, ovvero poche settimane prima del referendum sulla Brexit (23 giugno), chiede al Paese e al suo Labour “di rientrare il prima possibile in Ue”. Ma, come dice a Repubblica, non l’ascoltano: “Invece è l’unica via per affrontare il costo della vita, migliorare gli standard dei cittadini e investire nei servizi pubblici. La Brexit è stato il più grande atto di masochismo economico della nostra storia, causato dalle bugie di Farage, Johnson e altri. L’economia della capitale è più povera di 30 miliardi. I londinesi hanno perso in media 3.500 sterline a testa”. Poi un ricordo sulla Brexit: “Quella notte mi distrusse. Fu uno degli shock più devastanti per Londra dopo il Blitz nazista, gli attacchi terroristici e la crisi finanziaria del 2008. I cittadini europei erano terrorizzati. È stata dura convincerli a non lasciare la capitale, anche se purtroppo ancora oggi fuggono più europei di quanti arrivino. Temevo per l’economia della capitale, per la finanza, e molti altri settori. E poi la pandemia, le conseguenze delle guerre in Ucraina e Iran… sono stati 10 anni complicatisismi. Ma siamo sopravvissuti e Londra è tornata ad attrarre investimenti, ricchezza e lavoro”.
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