Per il nucleare “serve prima un deposito nazionale per le scorie”. Lo dice Agostino Re Rebaudengo, presidente dell’associazione legata alla Confindustria, Elettricità futura, e fondatore di Asja Ambiente Italia. Sul G7 di Venaria dice: “Credo che sia molto importante avere dei momenti come questo G7 in cui si ragiona sulla transizione energetica e digitale. Sono opportunità molto utili perché ci fanno entrare in una nuova dimensione di prospettiva. È ovvio che dobbiamo essere anche molto concreti quindi dobbiamo seriamente guardare al 2030”. E gli impegni sono tanti racconta nell’intervista a La Stampa: “Al 2030 l’impegno che dobbiamo avere è quello di raggiungere nel settore elettrico l’80% di energia da fonte rinnovabile rispetto all’attuale scarso 40%. Che è, peraltro, quanto abbiamo fissato in Cop 28 e quanto emerge dagli obiettivi europei. Ecco, tutto quello che distrae da questo obiettivo a mio parere rischia di essere un po’ pericoloso anche perché se continuiamo con il trend che stiamo avendo questi obiettivi, che non sono ancora lo zero emissioni del 2050, non li raggiungeremo. E se non raggiungiamo al 2030 compromettiamo definitivamente il 2050”.
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