Si è chiusa senza intesa la discussione tra gli ambasciatori dei 27 Stati membri Ue sul price cap per i prodotti raffinati del petrolio russo. E’ quanto si apprende a Bruxelles, dove si stanno riunendo gli ambasciatori al Coreper, il comitato dei rappresentanti permanenti presso l’Ue, per stabilire la soglia del tetto al prezzo dei prodotti raffinati del petrolio russo, come benzina e diesel, oltre la quale vietare la vendita verso Stati terzi. Il price cap è da concordare nel quadro di una coalizione con G7 e con Australia e dovrebbe entrare in vigore domenica 5 febbraio, contemporaneamente all’embargo europeo ai prodotti raffinati del petrolio di Mosca. Finora gli Stati membri non sono riusciti a mettersi d’accordo sulla cifra. A quanto si apprende, la discussione continua a orientarsi su 100 dollari al barile e 45 dollari al barile per i prodotti raffinati scambiati a un prezzo inferiore rispetto ai prezzi di riferimento (i prodotti scontati). A quanto si apprende sono in corso contatti bilaterali tra gli Stati membri, ed è possibile che gli ambasciatori tornino già oggi sul punto, vista “l’urgenza” di trovare un accordo sul dossier.
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