Un accordo tra gli Stati membri Ue sul tetto al prezzo del petrolio russo trasportato verso Paesi terzi potrebbe essere vicino. A quanto si apprende a Bruxelles, gli ambasciatori permanenti presso l’Ue stanno negoziando l’ultima proposta della Commissione europea di fissare un tetto pari a 60 dollari al barile per il prezzo del petrolio russo trasportato via mare in Paesi terzi. Fonti diplomatiche di Bruxelles confermano che gli tutti gli Stati membri sono d’accordo, ma rimane da convincere la Polonia la cui posizione è “attesa questo pomeriggio”. La decisione deve essere presa nel contesto del G7 (che riunisce oltre all’Unione europea, Canada, Francia, Germania, Giappon e, Italia, Regno Unito e Usa) dove a inizio settembre, le sette economie più ricche al mondo hanno deciso in linea di principio di introdurre un tetto massimo globale sul prezzo del petrolio russo trasportato verso i Paesi terzi, nell’ottica di impedire alla Russia di continuare a trarre profitto dalla guerra di aggressione in Ucraina e di sostenere la stabilità dei mercati energetici globali. La Polonia, più di tutti gli altri Paesi, spinge per abbassare il tetto al petrolio, per ridurre ancora le entrate del Cremlino. Una decisione è attesa entro il 5 dicembre.
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