Il degrado degli ecosistemi naturali rallenta la crescita e porta all’instabilità finanziaria.La scarsità d’acqua, la protezione naturale dalle inondazioni e la qualità dell’acqua sono fattori cruciali. La scarsità di acqua superficiale, da sola, mette a rischio quasi il 15% della produzione economica dell’area dell’euro. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato sul blog della Bce.
“L’economia dell’area dell’euro dipende fortemente dagli ecosistemi naturali e dai servizi che forniscono. Tra questi, acqua pulita, protezione dalle inondazioni, sequestro del carbonio e terreni sani. Tuttavia, la natura è sempre più minacciata. Le conseguenze delle attività umane, come l’occupazione del suolo, l’inquinamento, i cambiamenti climatici, l’introduzione di specie invasive e la pesca eccessiva, minano gli ecosistemi. Ciò avviene attraverso un degrado cronico a lungo termine e shock acuti amplificati dagli eventi climatici estremi. Una ricerca della Bce mostra che il 72% delle imprese dell’area dell’euro dipende in modo critico dai servizi ecosistemici. Le stesse imprese rappresentano i tre quarti di tutti i prestiti bancari alle imprese nella regione, il che rappresenta un problema per la stabilità finanziaria. Finora, questa dipendenza dai servizi ecosistemici si basa su dipendenze individuali”. La Bce sta collaborando con il Resilient Planet Finance Lab dell’Università di Oxford per ampliare la comprensione oltre le analisi di dipendenza, puntando a mappare con maggiore precisione i rischi economici e finanziari che il degrado degli ecosistemi comporta nelle diverse regioni e nei diversi settori industriali. Insieme abbiamo sviluppato il framework Nature Value at Risk (NVaR). “Ciò ci consente di far luce sulle complesse interdipendenze della perdita di servizi ecosistemici naturali e sul loro impatto sull’economia europea”, evidenzia lo studio.
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