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Sostenibilità, Mallen (Asvis): Costruire modello basato su giustizia e innovazione

“Viviamo in un tempo in cui le scelte politiche, economiche e culturali non possono più eludere la questione della sostenibilità. Siamo di fronte a rischi sempre più gravi e interconnessi, come quelli climatici, sociali e geopolitici. Ma proprio in questa fase di trasformazione globale risiede anche una straordinaria opportunità: costruire un modello di sviluppo fondato sulla giustizia, sulla scienza, sull’innovazione e su una rinnovata responsabilità verso le nuove generazioni È questo il senso profondo dell’Agenda 2030, che riaffermiamo come bussola imprescindibile per affrontare le sfide del nostro tempo e di quelle future”. Così Marcella Mallen, Presidente dell’ASviS, intervenendo alla Camera alla presentazione dei risultati del Festival dello Sviluppo sostenibile 2025.
Secondo l’ASviS il Piano Strutturale di Bilancio 2024-2029, pur mantenendo una linea di continuità con il PNRR, e la Legge di Bilancio 2025 forniscono un contributo ancora limitato alla risoluzione dei problemi strutturali del Paese. Analogamente, l’analisi delle politiche attuate nel 2024 segnala il persistere di scelte frammentarie e non sufficienti ad affrontare le sfide attuali e future, in particolare sul fronte delle politiche sociali. Preoccupano, in modo particolare, le misure che risultano contraddittorie rispetto agli obiettivi del Green Deal, ostacolando la trasformazione sostenibile del sistema produttivo, il raggiungimento dei target clima-energia e l’attuazione delle normative per la tutela e il ripristino degli ecosistemi. Destano preoccupazione, inoltre, decisioni recenti e in corso di definizione in materia di sicurezza, giustizia e riforme istituzionali. Da segnalare, a tale proposito, che il 13 maggio il TAR del Lazio ha pubblicato una sentenza sul Decreto ministeriale del 21 giugno 2024 in materia di aree idonee per l’installazione di impianti da fonti rinnovabili. Una pronuncia che obbliga il Governo a chiarire i limiti del potere discrezionale regionale (che finora sta bloccando lo sviluppo delle rinnovabili) e ad accelerare una pianificazione più omogenea ed efficace per raggiungere gli obiettivi climatici europei e internazionali sottoscritti dall’Italia.

redazione

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