Il bilancio delle vittime delle valanghe che hanno colpito negli ultimi giorni il Tagikistan è salito a 19, secondo le autorità. “Dal 15 al 19 febbraio sono state registrate 200 valanghe, sette frane e sei cadute di massi” e “19 nostri cittadini hanno perso la vita a causa di essee”, ha dichiarato il Comitato per le situazioni di emergenza. Il Tagikistan, la più povera delle ex repubbliche sovietiche, è spesso afflitto da disastri naturali. Quasi tutte le vittime vivevano nell’Alto Badakhshan (chiamato anche Gorno-Badakhshan), una regione autonoma al confine con Afghanistan, Cina e Kirghizistan. L’Alto Badakhshan è circondato dalle imponenti montagne del Pamir, con cime che superano i 7.000 metri. Questa regione, isolata a causa delle insufficienti infrastrutture di trasporto, rappresenta circa la metà del territorio del Tagikistan, ma solo il 2% dei suoi oltre 9,5 milioni di abitanti. Il presidente Emomali Rahmon, al potere da tre decenni, ha ricevuto telegrammi di cordoglio da diversi leader delle ex repubbliche sovietiche, tra cui il suo omologo russo Vladimir Putin e il presidente iraniano Ebrahim Raissi.
(AFP)
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