La talpa è pronta, il cantiere no. Così, come riporta La Stampa, la prima fresa italiana della Torino-Lione comincerà a scavare soltanto nella primavera del 2028. Doveva arrivare dalla Germania entro quest’anno, ma l’assalto No Tav dello scorso 25 luglio ha fatto saltare il programma dei lavori a Chiomonte. Da oltre tre mesi – si legge sul quotidiano torinese – gli operai sono impegnati a rimettere in sesto quello che è stato distrutto durante gli scontri: uffici bruciati, recinzioni divelte, impianti e attrezzature danneggiati. Il conto è di circa un milione di euro. Prima di tutto è stato necessario bonificare l’area dal materiale inesploso, poi sgomberare i resti delle strutture e sostituire le centraline per il monitoraggio ambientale.
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