“Quello delle telecomunicazioni è uno dei settori a più alto consumo di energia, nell’ultimo anno la spesa è salita da 1,4 a 1,8 miliardi, con prezzi molto superiori a quelli di altri Paesi dell’Unione europea. Da tempo chiediamo di aver accesso agli sgravi per i settori energivori”. Lo dice Pietro Labriola, presidente Asstel e ad di Tim al Corriere della Sera. E aggiunge: “Un’altra misura riguarda l’allocazione non onerosa delle frequenze in scadenza nel 2029: non un regalo, ma risorse da investire nella rete come indica la Commissione europea. Infine, i limiti elettromagnetici, lontani dagli standard europei, che insieme alle difficoltà sulle autorizzazioni a livello locale ci costringono a moltiplicare impianti e relativi costi. Non servono risorse pubbliche: basta allentare vincoli che non hanno più ragion d’essere”. Proposte faticano a diventare decisioni: “Perché mancano una politica industriale e un luogo di sintesi. Asstel ha chiesto da tempo un tavolo congiunto tra Agcom, Agcm, Mimit e Dipartimento per la Trasformazione Digitale per discutere le nostre proposte. Se non convincono, si indichino le alternative, ma serve una visione d’insieme tra istituzioni per concorrere a definire una politica industriale”.
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