Per Matteo Ramenghi, capo degli investimenti di Ubs Wm in Italia, il problema dell’inflazione è legata agli approvvigionamenti di energia. “Esatto, specie sui prezzi del greggio. Nel Golfo i flussi sono tornati ai livelli pre-guerra, ma il prezzo resta alto per le scorte da ricostituire, e la raffinazione che va ripensata”, spiega in una intervista a Repubblica. Quanto allo spread e al crollo delle Borse dice: “La tempesta è sull’obbligazionario, con vari elementi che giocano. Il più rilevante per me è la quantità di titoli in emissione. I governi hanno deficit molto alti da finanziare: oltre il 5% del Pil la Francia, oltre il 6% gli Usa, la Germania ha il piano sulla difesa, e così via. Poi abbiamo gli hyperscaler: prima si finanziavano per cassa, ora a debito. I primi cinque big Usa hanno fatto bond da 194 miliardi di dollari da gennaio, poi ci sono gli altri. E come per ogni mercato, se cresce l’offerta scende il prezzo, e salgono i rendimenti”.
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