Secondo l’analisi di T&E, il miglior modo per colmare questo divario sarebbe quello di introdurre imposte nazionali sui biglietti delle crociere. Attualmente nell’UE, solo la Grecia ha applicato una tassa di questo tipo a livello nazionale, con importi che variano da 5 a 20 euro a seconda della stagione. Altrove, città come Amsterdam, Barcellona o Dubrovnik stanno sperimentando misure simili, mentre in altre città portuali – come a Venezia – a queste navi è stato proibito l’accesso.
Secondo i modelli elaborati da T&E, una tassa di 15 euro per passeggero per ogni scalo consentirebbe di raccogliere 335 milioni di euro all’anno in Italia, Francia e Spagna messe insieme. Il gettito generato per le casse dello Stato dovrebbe essere destinato alla protezione degli ecosistemi nelle aree costiere o utilizzato per finanziare infrastrutture verdi, come l’elettrificazione delle banchine portuali per far spegnere i motori delle imbarcazioni quando sono in porto.
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