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Ucraina, ex consigliere Bolton: Russai debole, più pressione per finire guerra

John Bolton, consigliere per la sicurezza nazionale di Trump nel primo mandato, invita ad approfittare della debolezza di Mosca: “L’Ucraina non solo ha fermato l’offensiva, ma colpisce in territorio russo. Bisogna approfittarne accelerando l’assistenza militare a Kiev per aumentare la pressione su Putin”. In una intervista a Repubblica spiega cosa significa l’attacco a San Pietroburgo: “Gli ucraini iniziano a guadagnare terreno, potrebbe segnalare un cambiamento significativo. L’aspettativa che il loro esercito si sarebbe sgretolato entro l’estate non si sta verificando. Non sono pronto a dire che i russi siano in serio pericolo, ma Kiev è riuscita a portare la guerra nel loro territorio. Questo però non significa che Putin sia più desideroso di negoziare, ci sono pochi segnali della possibilità di una trattativa per il cessate il fuoco. La probabilità più alta è che la guerra continui”. E ancora sulla scelta di Donald Trump di ritirare truppe dalla Germania: “L’elemento importante non è dove siano le truppe americane in Europa, ma l’impegno a difenderla. Non mi dispiacerebbe se andassero dalla Germania in Polonia, Romania o baltici. L’assetto può sempre essere soggetto a revisione, l’importante è che la presenza di forze convenzionali americane sia confermata. La realtà è che gli ucraini sono riusciti a fermare i russi grazie alla Nato. Trump non è su questa posizione, ma una stragrande maggioranza bipartisan alla Camera e al Senato ne è convinta e sta facendo pressione. Bisogna smetterla con questo sgocciolamento di annunci negativi e avere un approccio più strategico”. E ancora: “Quando sono state costruite le nostre basi, la visione condivisa era che fossero una proiezione del nostro potere oltre l’Europa, in Medio Oriente, Africa, in tutto il mondo. Bisogna tornare a quel consenso, perché non l’abbiamo visto in Iran. Che il presidente sia Trump o chiunque altro, se dovessimo sempre trattare con i partner Nato questo utilizzo, diventerebbe una difficoltà per l’Alleanza”. Italia e Spagna dovrebbero concedere le basi “anche la Gran Bretagna o chiunque altro. Se non è così, gli Usa dovranno fare altri accordi”.

redazione

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