8461217 16.06.2023 June 16, 2023. President of Russia Vladimir Putin at the plenary session of the St Petersburg International Economic Forum. Ramil Sitdikov / host photo agency: RIA Novosti
Esiste la possibilità di colloqui di pace costruttivi su una soluzione al conflitto ucraino, ma “gli attacchi contro navi civili russe e le minacce di attacchi contro aerei civili stanno complicando la situazione e coloro che ignorano tali minacce diventano complici del terrorismo internazionale”. Il presidente russo Vladimir Putin, nel corso del Forum economico orientale, punta il dito contro Volodymyr Zelensky e agli “alleati occidentali dell’Ucraina”, responsabili, a suo dire di una nuova escalation di tensioni.
Per Putin “la Russia e l’Ucraina devono innanzitutto raggiungere un accordo” e Mosca “è grata a tutti coloro che si stanno adoperando per contribuire alla risoluzione del conflitto”, sottolineando che paesi come gli Stati Uniti e la Cina “prestano costantemente attenzione a questo problema” e “fanno tutto il possibile per garantire che venga risolto, principalmente con mezzi pacifici”. Pechino soprattutto, dal momento che “anche il presidente cinese Xi Jinping solleva costantemente la questione quando ci incontriamo”. La questione, però, dice il leader russo, deve essere risolta “innanzitutto dai paesi coinvolti nel conflitto”.
Per il presidente russo, però, “gli attacchi contro navi civili russe e le minacce di attacchi contro aerei civili “stanno complicando la possibilità di colloqui di pace sull’Ucraina”. Il riferimento è al “dirottamento di navi civili, agli attacchi contro navi mercantili civili”, ma anche alle “minacce di attacchi contro aerei civili. Questa è, ovviamente, una manifestazione di terrorismo di Stato. E ciò complica certamente la possibilità di tenere colloqui di pace bilaterali (con l’Ucraina )”.
Le tensioni con i Paesi occidentali, soprattutto con l’Europa, negli ultimi giorni hanno raggiunto punti altissimi. La Germania è, ora, il bersaglio principale, dopo che Berlino ha formalmente accusato Mosca di essere responsabile degli attacchi con droni esplosivi avvenuto all’aeroporto di Lipsia. Il cancelliere, Friedrich Merz, ha annunciato misure importanti: il Consolato Generale russo a Bonn sarà chiuso a partire dal 18 settembre; il contratto con la Casa Russa a Berlino sarà risolto; i controlli all’ingresso per i cittadini russi saranno inaspriti. Sarà chiuso anche il Centro Culturale Russo di Berlino.
Merz “sta certamente cercando di guadagnare consensi a livello nazionale con quelle che lui considera misure quasi drastiche. Ma sta risultando estremamente goffo”, è la replica del Cremlino. Come risposta, le sedi russe del Goethe-Institut saranno chiuse. La Germania, dice il ministro degli Esteri Sergey Lavrov, “sta compiendo deliberatamente un passo che significa chiaramente la fine della loro presenza culturale nella Federazione Russa, che era rimasta nonostante tutti questi colpi di scena ucraini nei nostri rapporti con l’Occidente”. Nonostante la situazione complessa, spiega il portavoce presidenziale, Dmitry Peskov, non ci sarà un “declassamento” delle relazioni diplomatiche con la Germania”. “Non credo che saremo noi a prendere l’iniziativa”, assicura.
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