“Siamo arrivati a un cambio di campo, da quello dell’aggredito a quello dell’aggressore. Un gruppo di senatori americani repubblicani parla di tradimento. Purtroppo, dobbiamo prendere atto di una scelta vergognosa. E peggio di una scelta vergognosa ci può essere solo una scelta vergognosa e inutile, perché dubito che Trump possa convincere gli automobilisti americani a dare a Zelensky la colpa dell’aumento dei prezzi del diesel alla pompa, quando invece è della guerra scatenata in Iran. Gli europei, quando vedono le decisioni prese e sentono Trump dire, come ha fatto ieri, che in fondo la Russia si è comportata bene, farebbero bene ad abbandonare quanto resta della stagione dell’adulazione o dei sussurri. E mi pare che lo stiano facendo”. Lo dice Paolo Gentiloni, ex premier ed ex commissario europeo, in una intervista a Il Corriere della Sera. E spiega come: “Da un lato confermando senza incrinature il sostegno a Kiev. Dall’altro, ormai da oltre un mese, dando segnali di attivismo diplomatico. In settembre è stato nella cornice dell’Assemblea generale dell’Onu. Ieri è successo in Norvegia”. E ancora: “Sappiamo benissimo quanto possa essere utile per parlare con Mosca il capo di Stato della Finlandia, un Paese che ha oltre 1.300 chilometri di confine con la Russia. E questo conferma che, pur con tutte le difficoltà del caso, gli europei sono attivi sul fronte diplomatico. C’è un legame tra la perdita di ogni fiducia verso Trump e il superamento della riluttanza a trattare con i russi. Il rischio è che mentre alcune delle misure di Trump, come l’accordo sul diesel e la sospensione delle sanzioni, si riveleranno inutili o quasi, tranne dare una boccata d’ossigeno all’economia della Russia, altre avranno effetti gravissimi».
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