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Ucraina, mediatore di Kiev: Pace non così lontana, più facile con militari al tavolo

“Un prossimo summit tra Volodymyr Zelensky, Vladimir Putin e Donald Trump. Il presidente americano lo vorrebbe molto presto”, è la soluzione per arrivare alla pace in Ucraina dice Sergy Kyslytsiya, numero due dell’ufficio presidenziale ucraino incaricato di seguire i negoziati con Mosca e ex ambasciatore all’Onu. In un colloquio con il Corriere della Sera aggiunge: “Proprio l’essere tutti nella stessa stanza per le quattro sessioni di Abu Dhabi e Ginevra è stato un fattore critico di enorme differenza rispetto alle tornate di colloqui nel 2025. A Istanbul l’anno scorso la delegazione russa guidata da Vladimir Medinsky era dominata dai diplomatici, che nella mia esperienza sono gli elementi più tossici che si possano incontrare”. Nello specifico: “Lo stesso ministro degli Esteri Sergei Lavrov e i suoi ambasciatori non fanno altro che diffondere dichiarazioni ostili, provocatorie. Ricordo che nel 2022, quando ero ancora ambasciatore all’Onu, negoziammo con successo il famoso accordo per l’export del grano. Ma già allora furono Lavrov e i suoi a mettere i bastoni tra le ruote”. Kyslytsiya dice ancora: “I politici e diplomatici russi non combattono al fronte e neppure i loro figli e parenti più prossimi. Sono una casta privilegiata, che non soffre nelle trincee. Ma i militari sanno bene cosa sia la guerra e dunque fanno del loro meglio per fermarla. La nuova delegazione russa a Abu Dhabi comprendeva militari e uomini dell’intelligence, infatti si è parlato per la prima volta di sostanza”. I passi avanti inducono alla speranza: “Se i prossimi colloqui con i russi dovessero andare relativamente bene, allora si potrebbe pensare al summit tra i tre presidenti nelle prossime settimane, magari entro marzo. Allora andranno risolti i nodi maggiori che i team negoziali non possono trattare. Si parlerà di cose concrete, non di sogni”. Senza l’Europa, osteggiata da Mosca: “Non la vogliono perché è diventata il maggiore alleato degli ucraini. A Mosca la temono ed è lo specchio della nuova centralità europea”.

redazione

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