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Ucraina, Petraeus: Se non si rafforzano sanzioni Mosca non tratterà davvero

“Non sono sufficientemente dettagliate, sono vaghe sulle regole, sulla deterrenza e questo lascia qualche preoccupazione. Quel che incoraggia però è l’impegno europeo”. Lo di dice il generale David Petraeus parlando delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. In un colloquio con La Stampa spiega: “Sospetto che il presidente russo non dirà sì a queste clausole di garanzia o ad altri elementi dell’accordo così come sono adesso”. Il Donbass e le questioni territoriali restano il punto critico. “Sono scettico. La legge ucraina prevede che solo il referendum può decidere i confini del Paese. Gli ucraini – credo proprio – rigetteranno l’idea di consegnare pezzi di sovranità cedendo territorio. E la situazione è particolarmente evidente se guardiamo alla provincia di Donetsk”, aggiunge ancora Petraeus. Il motivo lo spiega subito il generale: “La Russia non è stata in grado di conquistarla e questa area ha le cosiddette città fortificate che costituiscono una cintura di sicurezza rafforzata che si estende per 50 chilometri lungo l’autostrada H-20 fra Sloviansk a Kostiantynivka”. Il punto di svolta sono le sanzioni: “Ricorrendo alle sanzioni sull’energia e al sostengo economico da parte europea non è irrealistico coltivare la speranza che la situazione possa spingere Putin a capire che la Russia potrebbe non essere più in grado di impartire più gravi sofferenze all’Ucraina e quindi decidere così la cessazione delle ostilità. Vorrei evidenziare che la Russia ha subito perdite approssimativamente di 1,2 milioni fra morti e feriti, più di quanti ne abbiano subite gli Stati Uniti nella Seconda Guerra Mondiale. L’uso degli asset in questo caso sarebbe stato veramente un game changer”.

redazione

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