“Quando si parla di mito dell’invincibilità, bisogna tenere a mente un dato: il problema della propaganda è che chi la produce finisce per crederci”. Lo dice Artem Chapeye, scrittore uraino, autore di ‘La gente normale non va in giro armata’, in una intervista a Il Corriere della Sera. “Mosca ha voluto presentarsi per anni come una potenza inarrestabile, ma la realtà è diversa: può essere colpita, può essere respinta, può essere smentita dai fatti. L’impero russo non è una forza metafisica, è un sistema politico e militare che può fallire. Il punto è che a forza di ribadire la propria invincibilità, una parte della Russia ci ha creduto davvero. E invece l’Ucraina ha dimostrato che resistere è possibile”, spiega. Poi parla dell’attacco una sede dell’Fsb che ha anche un valore politico oltre che militare: “Non si tratta solo di danneggiare una struttura. Ma di mostrare che il potere non è intoccabile. Regimi come quello di Putin vivono anche di immagine, di paura, di teatralità. L’Fsb è uno dei simboli di questa macchina: controllo, repressione, impunità. Quando quel simbolo viene colpito, si rompe qualcosa anche nell’immaginario. È un messaggio ai russi, ma anche agli ucraini: il sistema che ci opprime non è onnipotente”.
Fincantieri chiude quattro acquisizioni strategiche nel segmento underwater riguardanti Next Geosolutions, WSense, Graal Tech e…
"La conclusione dello sconto sulle accise ci restituisce una realtà che per le imprese resta…
"Stiamo assistendo a una Nato che sta effettivamente cambiando in senso trasformativo. Sostengo che la…
"A solo un anno dall'inizio di un progetto decennale, vediamo che gli alleati europei in…
"Domani avremo la piattaforma per mostrare come stiamo collaborando con l'industria per fornire le capacità…
"Mentre l'Ucraina continua a difendere la propria sovranità, gli alleati e i partner della NATO…