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Energia, Merli (Erg): Servono più gare per le rinnovabili, c’è collo di bottiglia

L’energia prodotta con sole, vento e acqua oltre a non inquinare costa il 40% in meno di quella fatta con il gas e rende indipendenti dagli altri Paesi. Ma in Italia i prezzi più bassi non hanno riscontro in bolletta. E le autorizzazioni ai progetti non arrivano: “Il collo di bottiglia al momento non sta tanto nell’iter autorizzativo quanto nella scarsità e mancata programmazione pluriennale delle aste per assegnare tariffe fisse a lungo termine”, dice al Corriere della Sera il ceo di Erg Paolo Merli. La responsabilità è “di competenza del Mase, tramite il decreto FERX, fissare le prossime aste. A oggi siamo ancora al buio per il 2026 e i prossimi anni. In Italia c’è stata una sola asta negli ultimi anni. In Germania c’è un’asta ogni tre mesi in cui vengono assegnate tariffe fisse e si continua a installare energia rinnovabile a ritmi che sono 7-8 volte quelli italiani”. Secondo l’Irena il costo medio per gli impianti nell’intero ciclo di vita (Lcoe) è intorno ai 50 euro: “Il dato si riferisce a una media di tanti Paesi – sottolinea Merli -. L’Lcoe Italia per eolico onshore è pari a 85,3 euro a MWh e per il fotovoltaico utility scale è pari a 63,7 euro a MWh, secondo il report Irex pubblicato qualche giorno fa. Con l’ultima asta FERX l’energia è stata assegnata a circa 75 euro al MWh per l’eolico e meno di 60 per il fotovoltaico. Circa la metà rispetto agli attuali prezzi di mercato: 120-130 euro”.
Con il decreto energia Erg è stata dall’inizio molto critica: “Confermo – evidenzia Merli -. Penalizza l’energia prodotta con le rinnovabili. Prima di tutto gli oneri di trasmissione dell’energia prodotta con il gas vengono ‘scontati’ ai produttori per essere caricati nella bolletta elettrica sui consumatori finali. Questo meccanismo si ripete con gli Ets, cioè i maggiori oneri dovuti al fatto che chi produce energia con il gas inquina. Anche gli Ets non saranno più a carico di chi produce energia con il gas ma verranno scaricati sul consumatore finale. Alla fine ad avere un vantaggio sarà chi può comprare l’energia all’ingrosso, come le imprese, mentre le famiglie non avranno alcun guadagno. Il decreto bollette non è poi in linea con le politiche energetiche Ue”.

redazione

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