I negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio Ue hanno raggiunto nella notte un accordo sul regolamento per affrontare le emissioni di metano prodotte nel settore energetico (sono coperti i settori del petrolio, del gas fossile e del carbone, e del biometano una volta immesso nella rete del gas), che rappresenta circa il 19% del totale delle emissioni di metano prodotto in Ue. Il metano è un gas serra che ha un impatto sul surriscaldamento climatico di ben 80 volte superiore a quello dell’anidride carbonica su un periodo di 20 anni. La proposta è stata avanzata dalla Commissione europea a metà dicembre 2021, nel quadro di un più ampio pacchetto di decarbonizzazione del mercato del gas e dell’idrogeno. Il negoziato è iniziato il 30 agosto scorso, con l’ambizione di entrambe le istituzioni di raggiungere un accordo prima della prossima Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, la Cop28 in programma dal 30 novembre al 12 dicembre a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Secondo l’accordo, le società energetiche dovranno rilevare e riparare regolarmente le perdite di metano derivate dalle loro attività, ma la principale novità rispetto alla proposta della Commissione è l’inclusione delle importazioni nella normativa, dal momento che le emissioni di metano dal settore energetico arrivano principalmente dal gas e dal petrolio, di cui l’Ue non è un grande produttore quanto un importatore. (Segue)
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