“Non stiamo facendo qualcosa contro qualcuno, ma per rendere l’Europa più solida come economia e come mercato unico”. Così Per Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, che affronta il nodo dei pagamenti elettronici e il lancio dell’euro digitale sono diventati una questione di autonomia strategica. In una intervista a La Stampa aggiunge: “Oggi l’Europa dipende in modo significativo da infrastrutture di pagamento non europee. Se non facciamo nulla, questa dipendenza diventerà sempre più profonda. Parliamo di un’infrastruttura critica per il funzionamento dell’economia: rinviare significa accettare una vulnerabilità strutturale”.
Cipollone parla poi di cosa è cambiato negli ultimi dieci anni: “Sono cambiate due cose fondamentali. Una quota crescente dei consumi avviene online e in questi casi il contante non è utilizzabile. Siamo ormai intorno a un terzo dei consumi. Inoltre, anche nei punti vendita fisici il contante viene progressivamente sostituito da carte e wallet digitali. Questo non sarebbe un problema se questi strumenti si basassero su infrastrutture europee. Ma oggi non è così, e in molti Paesi dell’area euro non esiste nemmeno una soluzione domestica alternativa. Per una banca centrale è una situazione che non può lasciare tranquilli”.
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