“L’integrazione europea si costruisce in modo diverso: non sulla forza, ma sulla volontà comune; non sulla sottomissione, ma sul beneficio condiviso. È un’integrazione senza subordinazione: di gran lunga preferibile, ma molto più difficile. Ciò richiede un approccio diverso. L’ho definito ‘federalismo pragmatico’”. lo ha detto l’ex premier Mario Draghi ricevendo la laurea honoris causa a Leuven, in Belgio. “Di tutti coloro che ora si trovano intrappolati tra Stati Uniti e Cina, solo gli europei hanno la possibilità di diventare una vera potenza – ha spiegato – Quindi dobbiamo decidere: restiamo semplicemente un grande mercato, soggetto alle priorità degli altri? O prendiamo le misure necessarie per diventare un’unica potenza?”. E ha aggiunto: “Laddove l’Europa si è federata – sul commercio, sulla concorrenza, sul mercato unico, sulla politica monetaria – siamo rispettati come una potenza e negoziamo come un’unità. Lo vediamo oggi nei riusciti accordi commerciali negoziati con India e America Latina”, invece, “Laddove non lo siamo stati – sulla difesa, sulla politica industriale, sulla politica estera – siamo trattati come un’assemblea di Stati di medie dimensioni, da dividere e gestire di conseguenza”.
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