“Un nuovo federalismo pragmatico è l’unica strada percorribile”. Lo dice l’ex premier, Mario Draghi, ricevendo a Oviedo, in Spagna, il Premio Princesa de Asturias per la Cooperazione internazionale. “Si tratta di un federalismo basato su temi specifici, flessibile e capace di agire al di fuori dei meccanismi più lenti del processo decisionale dell’Ue – aggiunge -. Sarebbe costruito da ‘coalizioni di volenterosi’ attorno a interessi strategici condivisi, riconoscendo che le diverse forze dell’Europa non richiedono che ogni paese si muova allo stesso ritmo”. L’ex leader Bce chiede di immaginare “Paesi con settori tecnologici forti che concordano su un regime comune che consenta alle loro imprese di crescere rapidamente. Nazioni con industrie della difesa avanzate che uniscono ricerca e sviluppo e finanziano appalti congiunti. Leader industriali che co-investono in settori critici come i semiconduttori, o in infrastrutture di rete che riducono i costi energetici. Questo federalismo pragmatico permetterebbe a chi ha maggiore ambizione di agire con la velocità, la scala e l’intensità delle altre potenze globali. E, fatto altrettanto importante, potrebbe contribuire a rinnovare lo slancio democratico dell’Europa stessa”. (Segue)
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