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Ue, Gentiloni: La competitività dell’Europa dipenderà da scelte Germania

“Sotto l’attacco di Putin e la pressione di Trump, i leader europei cercheranno nel vertice di giovedì prossimo di guardare oltre l’emergenza geopolitica verso l’obiettivo della costruzione di una Europa “potenza”. In questa prospettiva molto dipenderà dalle scelte della Germania, che oggi è più forte ma dovrà decidere come investire questa forza in un orizzonte europeo. Il vertice, voluto in particolare dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, si presenta come un’occasione di confronto con Mario Draghi ed Enrico Letta, autori dei rapporti presentati nel 2024 su competitività e mercato unico. E visto che il Consiglio europeo non è un centro studi, dalla riunione ci si aspettano decisioni, anche se non ancora formali”. Lo scrive l’ex premier e commissario europeo Paolo Gentiloni in un suo intervento su Repubblica. Si legge ancora: “Nei mesi che abbiamo alle spalle l’Europa ha dato segni di risveglio importanti, forse impossibili senza Trump e il suo America First. Ma i segni di risveglio sono arrivati sul piano geopolitico, con l’aumento delle spese per la difesa comune e il sostegno economico e militare all’Ucraina. E sul piano commerciale, con nuovi accordi di libero scambio tra cui quelli con India e America Latina. Ora sul tavolo c’è l’esigenza, finora disattesa, di fare passi avanti sulla competitività europea — innovazione, energia e politiche industriali — e sulle incompiute del nostro mercato unico, a cominciare dai mercati finanziari. Anche su questi temi, che chi ha avuto responsabilità a Bruxelles ha sentito risuonare invano per anni, si percepisce un’urgenza nuova. L’esito dipenderà dall’atteggiamento della Germania. La forza tedesca coincide oggi con una debolezza francese. L’asse francotedesco non è mai stato così fragile, e così sbilanciato”. Gentiloni poi spiega: “La Germania può decidere spese e investimenti che la Francia non può permettersi: il livello del debito pubblico che era uguale trent’anni fa è ora doppio in Francia. Le regole assurde che la Germania si era autoinflitta durante la crisi finanziaria sono state cancellate. Parigi e Berlino sono dunque meno allineate del solito. Lo si è visto su Mercosur, sull’uso degli asset russi congelati e nelle tensioni sui progetti di nuovi aerei da caccia”.

redazione

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