“Guardando l’Europa da fuori, il problema non è la mancanza di talento. È la mancanza di ossigeno. Mentre gli Stati Uniti investono centinaia di miliardi nell’intelligenza artificiale, la Corea del Sud consolida il proprio dominio nei semiconduttori e la Cina accelera su robotica, batterie, auto elettrica e manifattura avanzata, noi discutiamo procedure. Il mondo non procede più per passi ordinati: scatta, cambia direzione, ridisegna filiere e rapporti di forza. L’Europa, invece, continua a respirare con il fiato corto, come un alpinista convinto che per arrivare in vetta basti rallentare”. Lo scrive in un suo intervento su Il Sole 24 Ore il professor Giuliano Noci, ordinario in Ingegneria Economico- Gestionale presso la School of Management del Politecnico di Milano.
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