“Già il fatto che Xi e Trump si parlino per la seconda volta in pochi mesi è un successo”. Lo dice a La Stampa Henry Huiyao Wang, presidente del Center for China and globalization, think tank non governativo cinese. “È già un successo che due Paesi definiti rivali continuino a parlarsi. L’accoglienza di Trump all’aeroporto segnala al mondo che gli Stati Uniti sono disposti a lavorare con la Cina. E Xi ha ribadito di volere buone relazioni”. Quanto ai dazi Wang spiega: “Il momento è favorevole. Si è proposta la creazione di un organismo per il commercio per scambiare 30 miliardi di dollari di merci senza dazi: la cifra può crescere. La Cina ha acquistato più prodotti agricoli e si è impegnata a comprare 200 Boeing. Sono possibili investimenti di Byd e di altre aziende cinesi negli Usa”. Wang poi spiega: “Trump è diventato pragmatico. Sa che un disaccoppiamento è impossibile: le economie sono intrecciate. Ha iniziato lui la guerra commerciale ma ha scoperto che la Cina ha strumenti per contrattaccare, come le terre rare. Nella guerra fredda c’era la “distruzione reciproca assicurata”, ora si è raggiunto uno “sconvolgimento economico reciproco assicurato”. I due Paesi sanno di non poter vivere l’uno senza l’altro”.
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