“Trump non smette di sorprendere…”. Lo dice Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati. “O forse non sorprende più”, aggiunge nel colloquio con il Corriere della Sera. Sperava che “la notte portasse consiglio. E invece è arrivata la conferma dell’attacco al Santo padre. E il carico da novanta sulla nostra presidente del Consiglio. Ma questa è la miglior dimostrazione di quanto diciamo da mesi…”. E ancora: “L’Italia continua a essere alleata degli Stati Uniti. Gli Usa, con qualunque presidente, rimangono l’interlocutore privilegiato dell’Unione Europea e dell’Italia, e il nostro obiettivo è rafforzare l’asse euroatlantico”. Ma per Lupi essere “alleati non vuol dire rinunciare all’autonomia di giudizio. Giorgia Meloni e il centrodestra lo hanno dimostrato molte volte: sull’Ucraina ci siamo schierati subito con Zelensky e continuiamo a farlo; sulla Groenlandia abbiamo fatto presente tutte le nostre perplessità; i dazi li abbiamo criticati ma abbiamo dialogato per trovare una mediazione in modo che facessero meno male possibile; sull’Iran abbiamo indicato la via diplomatica come strada e il giudizio su una guerra che viola il diritto internazionale”. Infine Lupi sottolinea: “C’è una sottile linea rossa che appartiene alla cultura italiana, ma anche all’occidente: il potere ha un limite nella libertà della persona e nel bene comune. Superarla di fronte a una figura della statura morale del Papa — e farlo rivendicando di “averlo eletto” — ha prodotto una risposta del mondo intero, non soltanto dell’Italia. A me pare che la risposta di Leone XIV sia stata di una forza e insieme di una mitezza enormi. Ha detto che non si deve avere paura, che il Vangelo non può essere intimidito. Papa Leone non deve niente a Trump né a nessuno se non alla sua Chiesa. Ma ha saputo indicare la strada a tutti”.
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