“Dopo anni in cui qui non si faceva più campagna elettorale, dando per scontato il voto repubblicano del Texas, siamo tornati a essere competitivi: un tassello cruciale dell’intricato puzzle della politica americana. Per ragioni demografiche, il Lone Star State avrà un peso immenso nelle prossime elezioni presidenziali: la popolazione sta aumentando e la composizione è più eterogenea. Presto, il tasso di crescita lo porterà a essere pari alle dimensioni della California e di New York. Significa che avremo più delegati e, dunque, più peso nella scelta del presidente”. Così lo scrittore e celebre giornalista del New Yorker Lawrence Wright in un colloquio con Repubblica. “La popolazione è più giovane e più liberal. Le tasse sono basse ma abbiamo l’assistenza sanitaria peggiore d’America. Il Texas è cambiato ma è una transizione che dura già da diversi cicli elettorali. Alle ultime elezioni i latinos, tradizionalmente conservatori, hanno votato in massa repubblicano. Ma proprio le mosse di Donald Trump hanno sgretolato il loro sostegno. C’è molta delusione, rabbia e sfiducia nei suoi confronti. James Talarico è riuscito a rimettere il Texas sulla mappa elettorale nazionale, rendendolo uno stato competitivo. Non si vedeva così tanta attenzione dai tempi di Lyndon B. Johnson. E questo cambierà l’America: non si potrà più vincere un’elezione senza il Texas”.
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