“Essere in grado di sviluppare sempre nuovi contenuti tecnologici e scientifici, portandoli dal laboratorio all’industria, è necessario per l’Italia al fine di mantenerci competitivi a livello europeo, ma ancor più sul piano globale. Ciò è cruciale, tenendo conto anche della mancanza di specifiche risorse nel nostro Paese, come quelle energetiche o le materie prime”. Lo ha detto a GEA Alessandro Coppola, Direttore della Direzione Trasferimento Tecnologico di Enea, in occasione di Ecomondo, manifestazione dedicata alla transizione ecologica e alla green economy, in corso dal 4 al 7 novembre.
“Tuttavia – avverte – per fare innovazione non è sufficiente mettere insieme i ricercatori con le industrie, perché c’è un problema di disallineamento culturale. L’obiettivo è la crescita comune per tutti: per l’industria, per i ricercatori e per chi fa gli investimenti. Nonostante questo obiettivo comune, spesso si parla in lingue diverse e l’organizzazione è differente.
La ricerca, infatti, è strutturata in maniera trasversale, con vari filoni di studio, mentre le aziende sono organizzate per filiere o verticali industriali, dove una è fornitrice dell’altra.
La cosa fondamentale, dunque, è essere in grado di trasferire e trasformare le innovazioni, la ricerca e lo sviluppo fatti in laboratorio in applicazioni che possano essere utili alle aziende. Questo è essenziale soprattutto per le realtà medio-piccole che partecipano a questi verticali. L’innovazione deve diventare qualcosa che sia monetizzabile e spendibile e che permetta a queste imprese, tra l’altro, di difendere il proprio ruolo e il proprio business model all’interno di queste filiere. Questo è un aspetto fondamentale e costituisce la parte principale dell’attività che svolgiamo in termini di trasferimento tecnologico”.
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