Blitz di Ultima generazione a Venezia. Un gruppo di attivisti a difesa del clima ha spruzzato liquido al cacao sulla facciata della Basilica di San Marco, versando del fango sulle colonne. “Siamo a Venezia non a caso perché questa città tra meno di 20 anni sarà completamente sott’acqua. Noi amiamo Venezia e non vogliamo che venga distrutta, come tutto il resto del mondo”, ha spiegato uno dei giovani manifestanti . Erano circa in sei e hanno definito l’azione “un allarme anti-incendio”, esponendo ai piedi dell’edificio uno striscione con lo slogan ‘Fondo riparazione’, cioè risarcimenti per i danni del cambiamento climatico. Gli attivisti sono poi stati portati via dalle forze dell’ordine dopo circa un’ora: rischiano una denuncia per danneggiamento.
“Non può definirsi, come nelle intenzioni degli eco-vandali, un allarme antincendio, ma un gesto vile e inqualificabile quello posto in essere a Venezia. Uno sfregio a uno dei simboli più illustri del patrimonio culturale nazionale che va sanzionato con fermezza”, ha detto il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, commentando l’azione di protesta. Appena si è diffusa la notizia del blitz a Venezia, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha pubblicato sui social un video in cui condanna il blitz: “Le proteste vanno fatte in maniera rispettosa”, ha detto.
“L’imbrattamento comporta, tra l’altro, una serie di conseguenze per il ripristino dei monumenti che contribuiscono ad aumentare le emissioni di Co2: per gli operai che dovranno spostarsi per ripulire, per l’energia elettrica impiegata, per i macchinari che verranno azionati. È davvero un controsenso: le proteste vanno fatte in maniera rispettosa, non solo della proprietà altrui ma anche del clima”, ha definito il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha definito l’accaduto “gravissimo e vergognoso”. E ha poi commentato: “Ora basta, è legittimo esprimere il proprio dissenso, ma sempre rispettando la legge, il nostro patrimonio culturale e religioso. Sulla difesa dell’ambiente la nostra Città opera con azioni concrete. Non è certo il vandalismo il metodo corretto per trovare soluzioni”.
“Noi protestiamo in modo non violento, non facciamo del male a nessuno ma veniamo arrestati, come i dodici cittadini di Ultima Generazione che sono in carcere ingiustamente da tre giorni”, ribadiscono dal movimento. Il riferimento è ai manifestanti fermati per un blocco stradale a Roma, finiti in carcere.
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