Une ruche de 40.000 abeilles est installée, le 18 mars 2008 dans les jardins parisiens du conseil régional d'Ile-de-France. Huit ruches ont été installées dans les jardins de la Région Ile-de-France qui entend ainsi contribuer aux efforts pour la sauvegarde des abeilles menacées depuis plusieurs années par les pesticides, les parasites ou la pollution. Paradoxalement, les abeilles vivent aujourd'hui mieux en ville qu'à la campagne, du moins dans les zones de culture intensive, car il n'y a pas de traitements phytosanitaires en ville et la température y est supérieure à celle des campagnes, souligne la Région Ile-de-France dans un communiqué. AFP PHOTO MARTIN BUREAU (Photo by MARTIN BUREAU / AFP)
La Francia ha autorizzato per 180 giorni l’uso di insetticidi contenenti biossido di zolfo, necessari a eliminare i coleotteri dell’alveare che stanno infestando le colonie di api. Lo prevede un decreto pubblicato venerdì nella Gazzetta ufficiale. Il coleottero dell’alveare (Aethina tumida), come ha rimarcato il ministero dell’Agricoltura, è un insetto considerato estremamente pericoloso perché si nutre di covate (uova e larve di api), miele e pani d’ape e distrugge i telai degli alveari. Si tratta, spiegano dal ministero di “un pericolo sanitario di prima categoria” che rischia di generare gravi conseguenze sanitarie ed economiche per il settore apistico.
Il coleottero dell’alveare è stato scoperto in Europa nel 2014 nell’Italia meridionale, e nel luglio 2022 è stato individuato un focolaio nell’isola di La Riunione. La comparsa di questo piccolo insetto marrone o delle sue larve in un alveare deve essere segnalata alla Direzione dipartimentale della protezione delle popolazioni o a un veterinario. Il biossido di zolfo, che fa parte della famiglia dei solfiti, è stato vietato come insetticida dal 2007: è considerato un prodotto inquinante e può causare irritazioni alle mucose, alla pelle e alle vie respiratorie. Era tuttavia già stato autorizzato temporaneamente nel 2013 contro il calabrone asiatico.
Il decreto specifica comunque che prima di utilizzarlo è “necessario stabilire una zona di sicurezza di 50 metri intorno all’area” e l’accesso a questa zona deve essere limitato “alle persone la cui missione lo richiede“. Chi si trova nelle vicinanze deve essere avvertito e “le finestre e le porte dei locali che si trovano nel raggio di 50 metri dall’area di trattamento devono rimanere chiuse fino al termine dell’operazione“.
(Photo credit: MARTIN BUREAU/AFP)
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