A plane flies above smoke rising from fires on the slopes of Mount Vesuvius east of Naples on July 12, 2017. - Across the country Italian firefighters have intervened more than a thousand times in the last days to fight brush or scrub fires. (Photo by AFP)
L’Italia è ancora stretta nella morsa del caldo. Sul Paese, nei prossimi giorni, sono attesi picchi fino a 40/42°C al Nord e su parte del Centro tirrenico. Per quanto riguarda il versante adriatico e il Sud, il peggio arriverà invece dal fine settimana in poi. Effetto dell’anticiclone Apocalisse 4800 che ha già fatto arrivare lo zero termico a 4.800 metri di altitudine. E il caldo non si limita a creare disagi nella popolazione, ma porta con sé una serie di problematiche che ogni giorno si aggravano.
Fra queste, l’inquinamento da ozono che, secondo Copernicus, è già estremamente elevato su alcune parti dell’Italia settentrionale. L’ozono sulla superficie terrestre è un inquinante atmosferico fondamentale che può influire sulla salute umana, sull’agricoltura e persino sugli ecosistemi. L’ozono (O3) è un gas reattivo all’interno di due strati dell’atmosfera, la stratosfera (tra le altitudini di circa 15 e 50 km) e la troposfera (fino a circa 15 km di altitudine). Il noto strato di ozono nella stratosfera protegge la vita sulla Terra dalle radiazioni ultraviolette del sole. Tuttavia, a quote più basse, svolge ruoli diversi, come importante gas serra, nella regolazione della composizione dell’atmosfera e come componente dell’inquinamento atmosferico, dove è uno dei principali elementi dello smog urbano.
Intanto, inevitabilmente, l’emergenza siccità continua a peggiorare. Coldiretti stima che il 46% delle campagne europee sia devastata da forti cali dei raccolti e dal divampare degli incendi favorito da temperature record. Una situazione che sta avendo pesanti conseguenze sulle rese delle coltivazioni sottoposte a stress termico e idrico – sottolinea la Coldiretti -, con Francia, Romania, Spagna, Portogallo e Italia in testa alla classifica dei paesi in cui è previsto un forte calo delle produzioni. A soffrire è soprattutto l’Italia dove i campi sono allo stremo e hanno già perso in media 1/3 delle produzioni nazionali dalla frutta al mais, dal frumento al riso, dal latte alle cozze e alle vongole, secondo stime Coldiretti.
A deteriorare ancora la situazione, il rischio incendi. L’Italia vive un luglio di fuoco con 3 incendi al giorno dall’inizio del mese e il moltiplicarsi di roghi su tutto il territorio nazionale, dal Veneto alla Toscana fino a Roma. Ogni rogo – sottolinea la Coldiretti – costa agli italiani oltre diecimila euro all’ettaro fra spese immediate per lo spegnimento e la bonifica e quelle a lungo termine sulla ricostituzione dei sistemi ambientali ed economici delle aree devastate in un arco di tempo che raggiunge i 15 anni.
(Photo credits: STR / AFP)
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