Ong promuovono Generali: fra assicuratori al primo posto in politiche climatiche

L’assicuratore italiano Generali è al primo posto nella classifica annuale della coalizione di Ong Insure our Future, che valuta le politiche climatiche dei 30 principali riassicuratori del mondo, davanti alla tedesca Allianz e alle francesi Axa e Scor. Ogni anno, negli ultimi otto anni, Insure our Future ha assegnato ad assicuratori e riassicuratori punti positivi e negativi per le loro politiche sui combustibili fossili. Ad esempio, gli assicuratori che decidono di non assicurare più nuovi giacimenti di petrolio e di gas si classificano più in alto. Anche se gli europei si comportano complessivamente meglio dei loro concorrenti in Nord America e Giappone, i risultati sono comunque severi per il settore nel suo complesso.

“Nonostante una bolletta climatica in continuo aumento e il crescente rischio di un mondo non assicurabile, i principali (ri)assicuratori continuano ad aggravare il dissesto climatico sostenendo l’espansione dei combustibili fossili”, ha dichiarato giovedì Reclaim Finance, una Ong che fa parte della coalizione, che conta più di 20 membri tra cui Greenpeace ed Ekō, in un comunicato.

“Generali ha adottato restrizioni nel settore petrolifero e nella catena del valore del gas, anche per i nuovi terminali gnl”, il che le ha permesso di conquistare il primo posto nella classifica davanti ad Allianz nel 2024. Segue Zurich, “il primo assicuratore impegnato a non coprire più nuovi progetti di carbone metallurgico”.

Da parte loro, gli assicuratori francesi Axa (6° posto) e Scor (11°) “rimangono fermi” nella lotta contro il riscaldamento globale e “continuano a perdere posizioni” nella classifica, come sottolinea Reclaim. “Mentre Axa e Scor avevano dato l’esempio con il carbone, questo è ben lungi dall’essere il caso del petrolio e del gas, e ancor meno del gnl. Oggi scelgono di approfittare della crisi climatica per aumentare i prezzi o addirittura abbandonare alcuni assicurati, continuando ad alimentare il problema assicurando l’espansione del petrolio e del gas”, afferma Ariel Le Bourdonnec, attivista assicurativo dell’Ong Reclaim Finance, membro del consorzio, in un comunicato stampa separato. Insure our Future sottolinea che un terzo delle perdite assicurate a livello mondiale legate ai fenomeni meteorologici sono attribuibili agli sconvolgimenti climatici, per un ammontare di 600 miliardi di dollari in quasi vent’anni, secondo i suoi calcoli.

Chiara Troiano

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