Sarà abbattuto il muro ‘anti migranti’ tra Arizona e Messico: distrugge la biodiversità

Entro il 4 gennaio, il muro di container – 915, per la precisione – lungo 6,4 chilometri per arginare il flusso di migranti che attraversano illegalmente il confine tra Stati Uniti e Messico dovrà essere smantellato. È questo l’esito della battaglia legale intrapresa da diverse associazioni ambientaliste contro il progetto ideato dall’ufficio del governatore repubblicano dello Stato dell’Arizona, Doug Ducey e che è costato ai contribuenti circa 90 milioni di dollari. Enormi tessere di un domino gigante nel cuore della Coronado National Forest, un’area protetta a livello federale che fornisce l’habitat a specie in via di estinzione come gli ocelot e i giaguari. Ducey, che dovrebbe lasciare l’incarico all’inizio del prossimo anno, si trova quindi obbligato a smantellare il ‘muro’: l’accordo, concluso con le autorità federali, prevede che la sua amministrazione debba intervenire appunto entro il 4 gennaio 2023, in modo da “prevenire danni alla terra e alle risorse”. La biodiversità di questa regione è incomparabile”, spiega Russ McSpadden, del Center for Biological Diversity, un’organizzazione per la difesa dell’ambiente. La sua associazione ha intrapreso due azioni legali contro il muro di container, che si sono aggiunte al braccio di ferro tra lo Stato dell’Arizona e il potere federale.

L’Arizona condivide circa 600 km di confine con il Messico, un Paese attraverso il quale transitano ogni mese migliaia di migranti dall’America centrale e dai Caraibi in cerca di un futuro migliore negli Stati Uniti. Prima del 2017 e dell’arrivo alla Casa Bianca di Donald Trump – che aveva fatto dell’immigrazione clandestina uno dei suoi principali temi elettorali – il confine in questa regione non era così visibile. Consisteva in un semplice recinto di filo spinato con pali di legno, circondato da cactus.

Russ McSpadden spiega di aver posizionato delle telecamere lungo il muro. “Non ho mai registrato un passaggio di migranti”, dice, specificando, anzi, di aver avuto prove dell’esistenza di giaguari o ocelot. “Siamo in una valle selvaggia. Non ci sono aree urbane vicine. È una regione di confine molto difficile per un migrante”, continua l’attivista. “Ecco perché anche sotto Trump non hanno costruito un muro qui”. McSpadden ritiene che l’iniziativa del governatore Ducey sia un “trucco politico” per farlo apparire come un fermo funzionario nel fascicolo sull’immigrazione e che, inoltre, potrebbe rivoltarsi contro il suo successore, il democratico Katie Hobbs, che sarà criticato per “aver riaperto il confine”.

marika.demaria

Recent Posts

Iran, Trump: Se Teheran reagirà a attacchi verrà colpita più duramente

"Gli Stati Uniti stanno, proprio in questo momento, sferrando attacchi contro obiettivi iraniani nei pressi…

7 ore ago

Ucraina, Berlino accusa: “Mosca responsabile dell’attacco a Lipsia”. Sale la tensione in Ue

Il governo tedesco è certo: l'attentato sfiorato il 4 agosto nell'aeroporto di Lipsia è stato…

7 ore ago

Ucraina, Costa: Ue forte e unita con Berlino, Mosca non prevarrà

"Condanniamo con la massima fermezza il tentato attacco con droni da parte della Russia all'aeroporto…

8 ore ago

Ucraina, Tusk: Russia alimenta le tensioni, non ci faremo intimidire

"Polonia, Stati baltici, Romania e ora Germania. La Russia sta esacerbando la tensione in tutta…

8 ore ago

Ucraina, Tajani: A Mosca non conviene attaccare l’Occidente, ne uscirebbe sconfitta

"Non credo che convenga a Mosca attaccare l'Occidente perché ne uscirebbe sconfitta. Quindi da questo…

8 ore ago

Tajani: Non sottovalutare rischi, ma sappiamo che Russia valuta forza Occidente

"Bisogna sempre vigilare, non sottovalutare i rischi, ma sappiamo bene che la Russia valuta la…

8 ore ago