Al via la campagna del 730 precompilato 2026, ma non mancano le criticità. A sollevare dubbi, però, non è il modello in sé ma l’affidabilità dei dati utilizzati per predisporlo, elemento che rischia di incidere direttamente sui benefici fiscali spettanti ai contribuenti.
“Le verifiche condotte tramite i Centri di assistenza fiscale hanno evidenziato un problema diffuso. Numerose Certificazioni Uniche 2026, trasmesse dai sostituti d’imposta – spiega Salvatore Baldino, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – contengono dati incompleti o errati. In particolare, alcune indennità non sono state correttamente incluse tra i redditi di lavoro dipendente”.
Un’anomalia tutt’altro che marginale, poiché la corretta indicazione di questi importi è determinante per accedere a specifiche agevolazioni. In questo caso, il contribuente si trova davanti a una dichiarazione formalmente corretta, ma economicamente svantaggiosa.
“Inoltre – conclude Baldino – gli errori nelle Certificazioni Uniche non sono recuperabili nel 730 e penalizzano direttamente il contribuente. Per questo è stato sollecitato un intervento rapido per invitare i sostituti d’imposta a correggere e ritrasmettere le certificazioni”.
L’Agenzia delle Entrate ha rassicurato: il 730 precompilato è online dal 30 aprile e i dati errati delle CU sono già stati corretti. Fino al 14 maggio il modello resta solo consultabile per eventuali aggiornamenti. È stato anche introdotto un sistema di notifiche mirate: i contribuenti interessati da modifiche riceveranno un avviso personalizzato nel proprio cassetto fiscale.
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