Le imprese italiane devono fare i conti con un nuovo obbligo: sottoscrivere una polizza assicurativa contro i rischi catastrofali per poter accedere a incentivi e agevolazioni pubbliche. L’obbligo, introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 e reso operativo dal Mimit segna un cambiamento significativo nel rapporto tra aziende e incentivi statali.
Il termine ultimo per le grandi imprese è scaduto lo scorso 30 giugno, tocca ora alle medie imprese con scadenza fissata al 1° ottobre 2025. Toccherà poi, il 31 dicembre 2025, alle piccole e micro imprese.
“Dal giorno successivo a ciascuna scadenza, per presentare domanda di agevolazione sarà obbligatorio dimostrare di avere una polizza attiva a copertura di rischi come terremoti, alluvioni e disastri naturali. Non sono previste multe o sanzioni dirette per chi non si assicura – spiega Gianluca Buselli, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – ma la conseguenza è pesante. Senza copertura, infatti, non sarà possibile accedere a contributi, sovvenzioni e finanziamenti agevolati, inclusi quelli straordinari in caso di calamità”.
In particolare, le imprese resteranno escluse dal Fondo di Garanzia per le PMI, che rappresenta uno degli strumenti principali per facilitare l’accesso al credito bancario.
“Il Fondo copre fino all’80% dei finanziamenti per investimenti e dal 50% al 60% per quelli destinati alla liquidità. Senza la garanzia statale – conclude Buselli – le banche non potranno attivare la copertura pubblica e le imprese saranno costrette a rivolgersi al credito ordinario, spesso a condizioni più onerose”.
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