La Legge di Bilancio 2026 entra a pieno titolo nell’ordinamento italiano, mettendo al centro dei suoi interventi la rimodulazione dell’Irpef. La seconda aliquota scende dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28mila e 50mila euro, con un risparmio massimo stimato intorno ai 440 euro annui. L’intervento è accompagnato da un irrigidimento del sistema delle detrazioni per i redditi superiori a 200mila euro, per i quali il beneficio viene progressivamente neutralizzato.
“Debutta la rottamazione quinquies, che estende la definizione agevolata ai carichi affidati fino al 31 dicembre 2023. Il contribuente – ha evidenziato Guido Rosignoli, vicepresidente della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – potrà versare solo il capitale e le spese, senza sanzioni, interessi e aggio, ma solo per debiti pari ad almeno 5.400 euro”.
La Manovra rafforza anche i controlli della PA sulle fatture elettroniche: anche i debiti fiscali inferiori a 5 mila euro potranno giustificare la sospensione dei pagamenti.
“Nel 2026 cambia anche l’ISEE. La prima casa pesa meno – prosegue Rosignoli – con soglie innalzate fino a 91.500 euro e fino a 200mila euro nelle città metropolitane”.
Sul lavoro arrivano esoneri contributivi per giovani, donne e ZES, una flat tax agevolata sugli aumenti contrattuali e sui premi di risultato, oltre all’innalzamento del valore esente dei buoni pasto elettronici. In ambito casa vengono confermati bonus ristrutturazioni, Ecobonus e Sismabonus. Infine, per la famiglia si ampliano i congedi parentali, aumenta il bonus mamme lavoratrici e vengono confermate Carta Dedicata a te e Assegno di inclusione.
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