Via libera del Consiglio dei ministri alla bozza di decreto attuativo della Direttiva (UE) 2023/970, finalizzata a rafforzare la parità di retribuzione tra uomini e donne e la trasparenza salariale, da recepire entro il 7 giugno 2026. La norma si applicherà al settore pubblico e privato, alle lavoratrici e ai lavoratori, nonché ai candidati a un impiego.
“Le strutture datoriali devono garantire equità salariale per lavori uguali o di pari valore, con strumenti di analisi trasparenti e criteri oggettivi. Ai candidati – evidenzia Michela Benna, consigliera d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – è vietato chiedere le retribuzioni passate, mentre devono ricevere informazioni sul salario iniziale”.
Chi lavora, inoltre, ha diritto ad ottenere dati sul proprio stipendio e sui livelli medi per sesso entro due mesi, richiedendo chiarimenti se necessario.
“Le imprese con almeno cento dipendenti – conclude Benna – devono produrre report sul divario retributivo di genere e collaborare con i sindacati per correggere differenze ingiustificate”. Chi subisce discriminazioni può richiedere il pieno risarcimento.
"Gli Stati Uniti stanno, proprio in questo momento, sferrando attacchi contro obiettivi iraniani nei pressi…
Il governo tedesco è certo: l'attentato sfiorato il 4 agosto nell'aeroporto di Lipsia è stato…
"Condanniamo con la massima fermezza il tentato attacco con droni da parte della Russia all'aeroporto…
"Polonia, Stati baltici, Romania e ora Germania. La Russia sta esacerbando la tensione in tutta…
"Non credo che convenga a Mosca attaccare l'Occidente perché ne uscirebbe sconfitta. Quindi da questo…
"Bisogna sempre vigilare, non sottovalutare i rischi, ma sappiamo bene che la Russia valuta la…