Via libera del Consiglio dei ministri alla bozza di decreto attuativo della Direttiva (UE) 2023/970, finalizzata a rafforzare la parità di retribuzione tra uomini e donne e la trasparenza salariale, da recepire entro il 7 giugno 2026. La norma si applicherà al settore pubblico e privato, alle lavoratrici e ai lavoratori, nonché ai candidati a un impiego.
“Le strutture datoriali devono garantire equità salariale per lavori uguali o di pari valore, con strumenti di analisi trasparenti e criteri oggettivi. Ai candidati – evidenzia Michela Benna, consigliera d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – è vietato chiedere le retribuzioni passate, mentre devono ricevere informazioni sul salario iniziale”.
Chi lavora, inoltre, ha diritto ad ottenere dati sul proprio stipendio e sui livelli medi per sesso entro due mesi, richiedendo chiarimenti se necessario.
“Le imprese con almeno cento dipendenti – conclude Benna – devono produrre report sul divario retributivo di genere e collaborare con i sindacati per correggere differenze ingiustificate”. Chi subisce discriminazioni può richiedere il pieno risarcimento.
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